Giaveno ha origini molto antiche; alcuni studiosi di storia locale fanno risalire il primo insediamento all'epoca romana. L'importante famiglia dei Gavi dell'Augusta Taurinorum (Torino), avrebbero qui costruito una casa colonica, probabilmente nel 1° secolo d.C.; ad avvalorare questa tesi vi sono alcuni ritrovamenti casuali di materiali di necropoli nei campi presso il Santuario della Madonna del Bussone (borgata Villa) ed un tratto di lastricato presso il ponte del torrente Tortorello. Le notizie sulle origini di Giaveno ci sono tramandate dalle "Cronache della Novalesa". Si narra che Carlo Magno nel 773 varcò lo spartiacque che divide la Val di Susa da quella del Sangone, pervenne nella piana situata vicino al villaggio Gavensis e colse alle spalle i Longobardi, attestati fra la Chiusa di S. Michele e Villardora, sconfiggendoli. Nel 1103 il conte di Savoia, Umberto II, dona il territorio di Giaveno all'Abbazia di San Michele della Chiusa, ma Federico Barbarossa, despota dell'epoca, il 26 gennaio 1195 lo toglie all'Abbazia per donarlo a Carlo I, vescovo di Torino